| Concorso fotografico "Alessandro Cernaz e Andrea Tuntar" | ||||
| PRESENTAZIONE Dalle valli alle cime. Dal sole al temporale, dai vivi colori al bianco e nero. Cambiano le tinte e i toni, cambiano i profumi, i rumori, le ombre, le emozioni. E poi c'è la fatica, lo sforzo, o il relax, e la gioia e l'allegria, le riflessioni, la malinconia. La mattina, la sera, il giorno e la notte. Ogni momento non è mai uguale al precedente, né a quello che segue. È l'arte della montagna e di chi la vive. Di chi ascolta le evoluzioni del vento e delle nuvole, delle acque fresche e limpide, della luce sempre mutevole. Elementi che sono nell'anima delle cose, nella terra e nelle rocce, nelle piante, negli animali, nell'uomo stesso. Se arrampichi, se cammini, se scii, se ti distendi in un prato o se ti immergi in un fiume, Tu che senti tutte queste cose, Tu che hai provato la stanchezza di una salita e la felicità della vetta, Tu hai sicuramente la foto per il concorso. Perchè sei riuscito a cogliere quel momento irripetibile, quell'attimo di alpinismo, quell'attimo di montagna. (2005) "Carpe diem, montagna e dintorni" è il tema del concorso fotografico "Alessandro Cernaz e Andrea Tuntar". Perché "carpe diem"? Perché vorremmo valorizzare tutte quelle fotografie capaci di fissare i momenti più particolari e suggestivi, quelli unici, della vita in montagna, delle attività ad essa correlate, degli stupendi scenari e dei magnifici spettacoli naturali. Sì... la montagna, la montagna delle nostre foto, la montagna dell'alpinismo, la montagna di Alessandro e Andrea, un ambiente che sa offrirsi in ogni istante per una nuova visione, per una diversa emozione. Solo lo sguardo attento di chi ama la natura e la sua poesia è in grado di fermare, tra i tanti attimi che si susseguono, quello più speciale; e se lo fa attraverso la macchina fotografica, allora quella è proprio la fotografia per il concorso. (2001) Spesso le persone si prodigano per lasciare un segno della loro esistenza. Sandro e Andrea lo hanno lasciato. Un segno intangibile, e forse per questo inalterabile, nella vita dei loro numerosi amici, e questa manifestazione ne è dimostrazione. Carpe diem. Con questo titolo volgliamo premiare le immagini che non si limitano a risaltare solo le monumentali pareti ...le ampie vedute ...le bianche vette ...o gli infuocati tramonti. Ma immagini che sappiano trasmettere le emozioni sempre nuove e l'inesauribile stupore del fotografo davanti agli spettacoli della natura allestiti esclusivamente per coloro capaci di apprezzarli. Quindi facciamo un sincero invito agli amanti della natura: cogliete l'attimo, e non solo per bloccarlo sulla pellicola. (1999) Alessandro Cernaz e Andrea Tuntar sono stati per noi due insostituibili ed insostituiti amici. Il loro entusiasmo e la loro bravura li ha fatti emergere velocemente ed in maniera particolare nel mondo alpinistico triestino. Amavano intensamente la montagna in tutte le sue forme e manifestazioni, ed è così che il 10 gennaio 1998 la montagna non ha saputo resistere ai loro corteggiamenti e se li è presi per sé. A quelle pareti, a cui tutti gli alpinisti dedicano le proprie fatiche, le proprie energie e il tempo libero, hanno dedicato gli ultimi intensi anni di vita. Alessandro e Andrea, cacciatori di attimi e di suggestioni che spesso hanno immortalato sulla pellicola. Dalla valle alla vetta è tutto un susseguirsi di fatiche, difficoltà, sacrifici. Prima il peso dello zaino, poi la vertigine del vuoto, la sete della cima. La sete che la cima riesce solo momentaneamente a placare. La sete che ogni alpinista riprova una volta tornato a valle. La sete che lo spinge ogni volta a ripartire, a superare di nuovo le difficoltà di un'ascensione. La sete che dimenticherà solo quando la gola secca raggiungerà un'altra cima. Non ho mai avuto il piacere di parlare con Alessandro e con Andrea sul motivo del loro amore verso l'alpinismo e la montagna in genere. Forse sentivano anche loro quella strana sete che vi ho descritto pocanzi. O forse avevano una carica agonistica che li spingeva ad affrontare montagne di così alta difficoltà. Forse cercavano solo scampo dalle preoccupazioni che la vita oggi ci impone. Forse godevano nel sentire il proprio corpo salire, appiglio dopo appiglio, fino al punto che non ce ne sono più, fino alla fine della parete. Fino alla vetta. Forse neanche loro conoscevano la sorgente che dava loro tanta forza per superare le pareti che sognavano. Ma di sicuro amavano il contatto con la natura, così rude e forte, delle montagne. (1999) |
carpe diem, montagna e dintorni bando 2009 edizione 2009 per fotoshow edizione 2005 edizione 2001 edizione 2000 edizione 1999 alessandro e andrea |
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